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L’IMS compiange Kurt Albert, morto il 28/09/2010.

l‘International Mountain Summit compiange la leggenda dell´arrampicata Kurt Albert, morto lunedì, 28.09.2010 all’ospedale di Erlangen. Il team dell’IMS porge le sue condoglianze alla famiglia. Kurt Albert, tra i più noti alpinisti del mondo, era invitato alla seconda edizione dell´IMS a Bressanone. La sua conferenza e l’escursione con Jerry Moffatt, previste per domenica, 7 novembre, erano attese con ansia. Ancora piú terribile allora lo shock di tutti gli amanti della montagna di fronte a questo terribile accidente.
La domenica passata Kurt Albert è precipitato dalla via ferrata “Höhenglückstein” a Hirschbach in Germania. Nonostante l’ arrivo immediato dei servizi di soccorso la leggenda dell’ arrampicata è morta lunedì sera in ospedale.

Kurt Albert, pioniere e spirito libero
Kurt Albert, di origine tedesca, viveva in Svizzera, dove a soli 17 anni ha salito la Nord dell’Eiger. E dove oggi le montagne sono disseminate di vie ad alta difficoltà che portano la sua firma. Il “rotpunkt” lo aveva inventato lui, negli anni 70, segnando con la vernice rossa la roccia alla base delle vie salite completamente in libera. Era uno dei pionieri del free climbing insieme al celeberrimo Wolfgang Güllich, di cui fu spesso compagno di cordata.
Se n’è andato un mito dell’arrampicata. Uno che aveva aperto, in libera, la leggendaria “Eternal Flame” sulla Torre senza Nome di Trango con Wolfgang Güllich, Christof Stiegler e Milan Sykora. Era il 1989: solo vent’anni dopo, i fratelli Huber sono riusciti a ripetere in libera quell’incredibile salita, sferzata dal gelo del Karakorum, con un 7b+ a 6000 metri.
Di Albert sono anche la “Royal Flush” sul Fitz Roy in Patagonia ed “El Purgatorio” sull’Acopan Tepuis in Venezuela.Vie, anzi capolavori di arrampicata pura e senza artifici, che Albert è riuscito a portare sulle pareti più dure e remote del pianeta – dal Madagascar al Canada, dall’Antartide all’Africa – fissando dei traguardi che oggi fanno da metro di misura per i migliori alpinisti del mondo.(Fonte: www.Montagna.TV)

 

Dall’insegnante all’arrampicatore

Kurt Albert lavora come insegnante di matematica e fisica. Da molti anni inoltre è arrampicatore professionista e uno degli alpinisti di maggior successo a livello mondiale. Nelle sue conferenze illustrate da diapositive e filmati narra dei suoi viaggi avventurosi. Inoltre è relatore e coach in seminari per manager e dirigenti.

 

Oltrepassare i limiti…

Kurt Albert ha dato forma ai suoi pensieri e al suo atteggiamento attraverso spedizioni avventurose e straordinarie. Sulle cime della Patagonia, Himalaya, Groenlandia, Canada, Antartica ecc. ha fatto tante prime ascensioni con livelli di difficoltà altissimi. Combatte contro orsi polari, onde giganti mentre pagaiò nel kajak, e rocce inconquistabili a Baffin Island. Andava a vela con lo yacht durante tempeste nell’Antartica per scalare la parete del Renard Tower, cosa che nessun’altro ci è mai riuscito.

 

Il talento allround

La sua attività alpina è molto complessa e va dal bouldering alla scalata di cime dell’Himalaya fino a arrampicate in Madagascar, Namibia, Vietnam e Messico. Nel centro della sua attenzione c’è sempre scalare una Big Wall, secondo le regole dell’arrampicata sportiva. Cosí ha superato senza assicurazioni tante ascensioni in tutto il mondo: Royal Flush (Patagonia), Hart am Wind (Antartide), Odyssee (Baffin Island), Fitzcarraldo (Canada), Nordlicht (Groenlandia)...

Arrampicata „By Fair Means“

Quello che conta di più per Kurt Albert al momento della scalata dei “tetti del mondo“ è l’approccio: “By fair means” – senza ausili tecnici – è il suo motto. Cioè significa che non solo al momento dell’ascensione (che già sarebbe una sfida), ma anche sul percorso verso il punto di partenza della scalata rinuncia a tutti gli ausili tecnici, cioè elicotteri, acquaplani ecc. La rinuncia è una parte fondamentale delle sue imprese.

 

Il precursore del free climbing

Kurt è una legenda. All’inizio degli anni settanta importò il concetto del „punto rosso“ (arrampicata senza ausili tecnici) in Germania e quindi fu definito “inventore” dell’arrampicata libera. Vive nella Svizzera francofona, dove grazie alle sue prime ascensioni, ha battezzato tante rocce. La montagna è la sua casa. Lo scopo di Kurt è realizzare tante prime ascensioni su “Big Walls” sperdute. Nella sua zona preferita, la Patagonia, ha fatto una prima ascensione “Royal Flush” del Fitzroy - una delle imprese più impressionanti degli anni scorsi.

 

Profilo alpinistico

Iniziò ad arrampicarsi nella Svizzera francofona all‘età di 14. Prime escursioni alpine a 16 anni (Dolomiti – Walkerpfeiler – Eiger parete nord). Pioniere dell’arrampicata libera in Germania – Inventore del “punto rosso” (1975): Arrampicata senza ausili tecnici.

 

Sito d'internet di Kurt Albert:
www.kurt-albert.de

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