Himalaya invernale – alpinismo estremo.
Krzysztof Wielicki, il polacco che corre sugli ottomila, che sale i colossi himalayani in inverno. Krzysztof è colui che per primo ha salito l’Everest in inverno. Le imprese di Wielicki sono comunque tutte straordinarie. Nel 1984 da solo ha scalato il Broad Peak, salendo in vetta e ritornando al campo base in poco più di 21 ore. Sul Manaslu ci è stato 2 volte da versanti diversi. Poi ancora invernali sul Kangchenjunga e sul Lhotse, qui da solo. Quindi il Makalu in stile alpino, il Dhaulagiri per una nuova via, da solo in 17 ore ed ancora l’Annapurna, il Cho Oyo ed il Shisha Pangma con un’altra nuova via, da solo in 20 ore. I due Gasherbrum li ha scalati nel 1995 in stile alpino mentre il K2 lo ha salito nel 1996 dopo tre mesi di difficile scalata lungo lo sperone nord, al termine del quale, da solo e di corsa è salito in soli 3 giorni in vetta al Nanga Parbat, ultimo suo ottomila. Poi, dopo la corona dell’Himalaya, ha tentato altre scalate in invernale sulle grandi vette himalayane; sul K2 e sul Makalu. Ultimo suo tentativo, di nuovo il Nanga Parbat, sempre in inverno.
Gli ottomila di Krzysztof Wielicki
Nel 1980 Monte Everest (8848) prima ascensione invernale; nel 1984 Broad Peak (8047) da solo, salita e discesa in ore 21 ½; nel 1984 - 1992 Manaslu (8163) nuova via; ancora una prima invernale nel 1986 sul Kangchenjunga (8586) nello stesso anno sul Makalu (8483) in stile alpino; nel 1988 Lhotse (8511) prima ascensione invernale da solo; nel 1990 Dhaulagiri (8165) nuova via, solo, in 17 ore;nel 1991 Annapurna (8091) parete sud, via degli inglesi; nel 1993 Cho Oyo (8201) via dei polacchi; nel 1993 Shisha Pangma (8013) nuova via, solo, in 20 ore; nel 1995 - 2006 Gasherbrum II (8035) in stile alpino; nel 1995 Gasherbrum I (8062) in stile alpino; nel 1996 K2 (8611) sperone nord; nel 1996 Nanga Parbat (8125) da solo;
Krzysztof Wielicki - La Corona dell'Himalaya
È un album fotografico-descrittivo molto interessante che riporta, in modo cronologico come lui li ha scalati, tutti i 14 ottomila. Il Monte Everest apre la rassegna di splendide fotografie e testi, corredati da una piantina della montagna con segnato il percorso di salita e i vari campi. Di ogni ottomila Wielicki ha descritto la posizione e la storia alpinistica della montagna, trattando in seconda parte le salite compiute da spedizioni polacche e la sua personale impresa. Su una fotografia panoramica di ogni cima si trova evidenziato il tracciato compiuto dall'autore, mentre immagini inedite ritraggono personaggi dell'alpinismo himalayano nelle varie fasi della scalata.
Il Nanga Parbat chiude questa straordinaria rassegna dei colossi himalayani e precede l'interessante ed esauriente schema riportante i 5 conquistatori della "Corona dell'Himalaya" : Messner, Kukuczka, Loretan, Carsolio e Wielicki. Questo sommario tracciato del primo libro di Krzysztof Wielicki (in vendita nelle librerie – in edizione in italiana – grazie alla Casa Editrice: Alpine Studio) difficilmente riesce a trasmettere l'importanza di questo documento di grandi imprese, alcune uniche nel loro genere. Nella premessa l'autore dedica questo libro specialmente a quelli che amano la montagna e che continuano a sognarla, e spera di offrire la storia, completa di emozioni, vittorie e sconfitte relative alle sue imprese, nel prossimo libro che definisce la sua "nuova sfida".
Sito d'internet di Krzysztof Wielicki:
www.wielicki.wpthemes.pl
















